Homo faber: la visione dell’umanesimo

Tra il secolo XIV e il secolo XV il desiderio di accesso a un sapere nuovo, dovuto a molteplici motivi di carattere culturale ed economico, si esprime in maniera in apparenza paradossale attraverso un ritorno al passato: le humanae litterae dei classici dell’antichità, la rilettura dei poeti, retori e filosofi dell’antica tradizione occidentale attraverso la lente della filologia, dell’attenzione al linguaggio e alla retorica. Questo mise l’uomo contemporaneo in rapporto all’uomo di allora, stimolò una visione del mondo che poneva l’uomo al centro (De dignitate hominis, Pico della Mirandola), “significò tempo e memoria, e senso della creazione umana e dell’opera terrena e della responsabilità” (E. Garin, L’umanesimo italiano, 1981).
L’uomo diventa artefice del proprio destino pur senza sottrarsi all’ordine del cosmo: il tempo dell’uomo diventa il tempo della trasformazione, dell’azione politica (N. Machiavelli, F. Guicciardini, P. Sarpi), dello scambio culturale (Marsilio Ficino, Nicola Cusano, Erasmo da Rotterdam), della realizzazione artistica e letteraria (L. Valla, P. Bembo, L.B. Alberti, L. da Vinci).

Poche volte nella storia dell’uomo un’opera d’arte riesce nell’intento di rappresentare lo spirito della propria epoca e diventare simbolo, nel senso più pregnante, di una ricca e complessa visione del mondo. Il Cinquecento si apre con un’opera pittorica destinata a trasformarsi in un simbolo universalmente riconosciuto, La Gioconda di Leonardo da Vinci. Più che le straordinarie fattezze della figura, la grazia e la tecnica, notiamo l’armonia percepibile tra la figura umana e il paesaggio avvolgente: tra uomo e natura non vi è soluzione di continuità, microcosmo e macrocosmo interagiscono su un medesimo piano. Eppure la tecnica, la perizia, la capacità dell’uomo sono in grado di modellare questo scenario, di impastare e mescolare i colori, di stabilire un ordinamento, di scoprire forme di regolarità nell’apparente discontinuità.
Troviamo qui definite le tappe della Rivoluzione scientifica, quella stagione culturale destinata a mutare in maniera fondamentale il rapporto dell’uomo con la natura e, per quel che più ci riguarda, con il tempo.